Apprendere le modalità di lettura della fantascienza presenta le stesse difficoltà di imparare una nuova lingua. È molto difficile imparare una nuova lingua da adulti, mentre è facile da bambini, perché è una capacita che diminuisce con il crescere dell'età, così come la capacità di approcciare la fantascienza.
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Chiunque conosca la fantascienza si rende conto che il mio romanzo è impostato come il dialogo tra due scrittori, dove ognuno contrappone la propria visione della fantascienza. Ma un lettore o critico di letteratura mainstream direbbe solo che sto usando troppe parole per dire che è una bella giornata di sole. In tutta la storia di questo genere che chiamiamo fantascienza esistono parecchie opere in rapporto dialettico l’una con l’altra, o con allusioni a opere precedenti. Quando qualcuno dice a te, scrittore di fantascienza, “il tuo libro non mi è piaciuto”, una risposta perfettamente valida è: “mi dispiace che sia oltre la tua comprensione”. Questo perchè molte persone ti dicono che il tuo libro non gli è piaciuto perché non aveva valore letterario. Per certa gente un libro non ha valore letterario perché, invece che legarsi a Moby Dick, si rifà a William Gibson. Questo vuol dire che, nonostante la battaglia per dare credibilità alla fantascienza presso gli accademici, questi continuano a interessarsi a testi classici, perché non cambiano. Ossia il loro campo di esperienza si basa sulle opere di autori come Shakespeare, di cui tutte le cui opere sono conosciute e non ci saranno cambiamenti. Studiato quindi il canone di questo tipo di letteratura, lo studioso passerà il resto della sua vita a cercarlo in altre opere. La fantascienza invece è un genere in continua evoluzione che richiede costante attenzione, per cui un accademico che tiene al suo posto fisso è poco propenso a un lavoro così duro. Un altro problema è – e qui torniamo all’inizio del discorso - il nome stesso “Science Fiction”. Nella mia definizione io non faccio alcuna menzione della parola “Scienza”, perché questo rischia di confondere il lettore sull'argomento stesso degli scritti del genere. Circa dieci anni fa, in una riunione di famiglia, tentavo di spiegare a una prozia il mio lavoro. Quando le ho detto che stavo compiendo delle ricerche per un mio libro di fantascienza, lei mi ha chiesto in assoluta innocenza: “Quali ricerche potrai mai fare per un romanzo di fantascienza?” Questo perché la sua convinzione era che si trattasse di “scienza finta” – un gioco di parole su science e fiction inteso come finzione – e che quindi per un romanzo di fantascienza tutto fosse inventato. E deposito la colpa di questa errata percezione davanti alla porta di George Lucas, che ha completamente fuorviato tutto il mondo su cosa sia realmente la fantascienza. In Star Wars ha usato una sola parola scientifica, ossia “parsec” (usata erroneamente come unità di misura del tempo anziché di distanza NdR), ignorando volutamente la scienza. Ossia “George Lucas della fantascienza ignorante è”.
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