Ironico, brillante, artefice di immagini scanzonate, personaggi memorabili e battute dissacranti, Kurt Vonnegut era forse l'intellettuale più lucido e rispettato partorito da un genere solitamente bistrattato come la fantascienza. Lui delle sue origini non si era mai vergognato, si schermiva dietro il suo classico sorriso sotto i baffi e scriveva: “Vi amo, figli di puttana. Voi siete i soli che leggo, ormai. Voi siete i soli che parlano dei cambiamenti veramente terribili che sono in corso, voi siete i soli abbastanza pazzi per capire che la vita è un viaggio spaziale, e neppure breve: un viaggio spaziale che durerà miliardi di anni. Voi siete i soli che hanno abbastanza fegato per interessarsi veramente del futuro, per notare veramente quello che ci fanno le macchine, quello che ci fanno le guerre, quello che ci fanno le città, quello che ci fanno le idee semplici e grandi, quello che ci fanno gli equivoci tremendi, gli errori, gli incidenti e le catastrofi. Voi siete i soli abbastanza stupidi per tormentarvi al pensiero del tempo e delle distanze senza limiti, dei misteri imperituri, del fatto che stiamo decidendo proprio in questa epoca se il viaggio spaziale del prossimo miliardo di anni o giù di lì sarà il Paradiso o l'Inferno” (Dio la benedica, Signor Rosewater - 1965).
Socialista, pacifista, sempre in prima linea nel criticare la politica


L'alienazione indotta dal capitale, la progressiva disumanizzazione

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