Come configurare i nuclei di significato, resistendo all'apofenia

“Quello che ho dovuto fare, per iniziare a scrivere, è stato riscoprire il meccanismo che permette il “sogno ad occhi aperti”, cosa che facevo da bambino. E non c’è alcuna altra attività che si identifichi meglio di questa rispetto allo scrivere della narrativa.”Gibson si esercita a scrivere piccole “unità narrative”, emulando le routine di William S. Burroughs, elaborando e rielaborando per mesi un incipit, partorendo dopo innumerevoli tentativi un’unica frase complessa e fondamentalmente – per sua stessa ammissione –

Seduto ogni pomeriggio nel buio della sala da proiezioni, Halliday iniziò ad attribuire alla sequenza dei numeri del segmento di pellicola il significato di sigilli precedenti allo stato onirico del film.Una sorta di pillola alla J.G. Ballard, che lo porterà a interrogarsi sul modo migliore per portare del movimento nella scrittura. Ma non si convince delle sue capacità finché a inizio anni Ottanta incontra John Shirley a una convention di fantascienza, che lo spinge a sedersi di nuovo davanti alla macchina da scrivere. Oggi, dopo sette romanzi e mezzo e un ottavo in fase di stesura, dopo una manciata di racconti che valgono da soli tutta la fantascienza degli anni Ottanta (o quantomeno una buona parte), possiamo dire che la sua ricerca si è conclusa felicemente. Pur avendo trascorso quasi tutta la sua vita da adulto in Canada, Gibson ha conservato la sua cittadinanza statunitense. Sposato da ormai più di trent'anni, vive a Vancouver con Deb e i suoi due figli.
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