Si muove come una rockstar, con il suo sguardo da serial killer, ma è considerato uno degli scrittori contemporanei più importanti. L’uscita di ogni suo libro è un evento per la scena letteraria europea e non solo. Stiamo parlando di Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas, lo scrittore francese autore di Sottomissione (Soumission, 2015) e di Annientare (Anéantir, 2022), pubblicati in Italia da La Nave di Teseo, ma anche saggista, poeta, regista e sceneggiatore.

Intellettuale controverso e discusso, viste le sue posizioni contro l’Islam e a favore della legalizzazione della prostituzione, tanto per citare due questioni che lo hanno portato alla ribalta dei giornali di mezza Europa.

Al suo esordio, Houellebecq, decise di occuparsi di un altro scrittore controverso e originale, che a sua volta con il tempo ha assunto la dimensione di mito: Howard Phillips Lovecraft. Nel 1991, scrisse H. P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita, riportato di recente in libreria da Wudz Edizioni, nella traduzione di Damiano Scaramella, un pamphlet sulla vita del Solitario di Providence, frutto di un amore letterario sbocciato da ragazzino, quando aveva sedici anni. Come molti altri, Houellebecq ha cominciato a leggere i racconti di Lovecraft, ma nulla sapeva dello scrittore. Da qui l’esigenza di conoscere l’uomo oltre che lo scrittore.

Come scrive nella prefazione Stephen King: “Questo lungo saggio di Michel Houellebecq è una notevole miscela di riflessione critica, orgogliosa faziosità e appassionata biografia: una sorta di lettera d’amore erudita, forse la prima dichiarazione amorosa scritta in modo così cerebrale”.

Il saggio inizia con un’introduzione in cui lo scrittore francese giudica il suo stesso lavoro, specificando di aver scritto questo libro come una specie di primo romanzo; un romanzo con un solo personaggio (lo stesso H.P. Lovecraft).

Ancora nell’introduzione, Houellebecq fornisce una prima riflessione sullo scrittore americano, quando ricorda che furono due le cose che lo colpirono della sua vita e della sua narrativa: la prima cosa è stato il materialismo assoluto dello scrittore americano: Lovecraft non ha mai considerato i suoi miti, le sue teogonie, le sue “antiche razze” altrimenti che come mero frutto dell'immaginazione. La seconda cosa che colpì lo scrittore francese è stato il carattere ossessivo del suo razzismo, laddove le descrizioni delle creature da incubo dei racconti di Lovecraft avevano radici in creature umane reali.

Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890-Providence, 15 marzo 1937) è stato come Houellebecq scrittore, poeta, critico letterario e saggista. Oggi, molte sue opere vengono “etichettate” come narrativa weird, ma HPL è identificato come uno dei maggiori scrittori di letteratura horror, insieme al suo connazionale Edgar Allan Poe, e anche tra i precursori della fantascienza.

Non a caso lo scrittore di Annientare individua una “qualità” nello scrittore americano che sembra una premessa necessaria, quasi un’esigenza, per la scrittura di racconti fantastici, ovvero il rifiuto della realtà.

La biografia romanzata, infatti, inizia con un “buco nero” della vita di HPL, quando all’età di 18 anni, nel 1908, lo scrittore americano cade vittima di un collasso nervoso che lo portano al completo isolamento dal mondo esterno: Lovecraft si chiuse in casa, parlando soltanto con la madre. Di giorno rifiutava di alzarsi dal letto e di notte si trascinava per casa in vestaglia. E non scriveva.

Lovecraft si desta da questo suo torpore mentale lentamente, tra il 1913 e il 1928, e a quanto pare tale “buco nero” è dovuto alla presa d’atto della fine della fanciullezza e dell’inizio della vita da adulto, vita che lo stesso HPL definisce inferno.

Prendendo come premesse questo rifiuto della vita e l’indifferenza per la realtà e il mondo che lo circonda, Houellebecq si lancia in una sorta di definizione di Cthulhu, la sua più nota creatura e entità semidivina, definendola come una combinazione di elettroni e sottolineando come il terrore di Lovecraft è rigorosamente materiale. Ma grazie al libero gioco delle forze cosmiche è molto probabile che il grande Cthulhu disponga di un potere e di una potenza d'azione di gran lunga superiori a quella degli esseri umani.

L’intellettuale francese, poi, paragona il mito di Sherlock Holmes (un uomo) con i miti creati da Lovecraft (in cui l’uomo non è che un protagonista secondario), riconoscendo sia ad Arthur Conan Doyle che al Solitario di Providence una comunanza proprio nell’aver creato entrambi dei miti letterari che hanno entrambi fatto breccia nei lettori.

Nella seconda parte del suo saggio, Houellebecq entra un po’ di più nel merito del lavoro letterario di HPL, paragonando la sua narrativa a una “gigantesca macchina per sognare”, una macchina di grandezza ed efficacia inaudite. L’autore di Sottomissione racconta quella che è, a suo avviso, la formula del racconto fantastico, prendendo, poi, ad esempio un racconto di un Maestro come Richard Matheson e poi paragonando un racconto di quest’ultimo con uno di HPL, per dimostrare l’innovazione dello scrittore di Providence apportata con la sua narrativa. Ancora, Houellebecq sottolinea la capacità di Lovecraft di descrivere strutture architettoniche incredibili, che si tratti di un semplice edificio o di un’intera cittadella.

Come spiega ancora King nella prefazione: “l’affermazione di base di Houellebecq, per cui Lovecraft è stato uno dei più importanti scrittori americani del XX secolo, pur non essendo esente da critiche è sempre meno facile da contestare, dato che, nel corso dei decenni, i suoi libri sono diventati sempre più popolari e le sue opere sempre più studiate nei corsi di letteratura negli Stati Uniti e non solo. E l’importanza letteraria di Lovecraft è forse secondaria rispetto al fatto che come la passione di Michel Houellebecq testimonia – HPL non solo continua a essere apprezzato dai lettori di ogni generazione, ma rimane ancora oggi visceralmente importante per un nucleo di autori che continuano a scrivere storie fantasy e weird, raccogliendo gli incubi e i timori delle loro generazioni. Non sono un fan dell’analisi sociologica della letteratura, ma credo che, in ogni generazione, la letteratura del bizzarro, che è sempre stata la cugina di primo grado della letteratura mainstream (e talvolta la sua sorella gemella), ci fornisca informazioni preziose sulla società in cui si manifesta”.

Sui personaggi delle storie di HPL, lo scrittore francese ha le idee chiare: i personaggi sono delle proiezioni dello scrittore americano, della sua personalità.

Poi, attraverso una serie di esempi tratti dalla narrativa lovecraftiana, l’intellettuale francese elogia la peculiarità di HPL di scatenare i sensi, sia quelli dei personaggi sia quelli del lettore: odori, suoni, percezioni che si affollano di dettagli per descrivere incubi, creature orripilanti e situazioni ai limiti della follia. Un elemento fondamentale per qualsiasi scrittore di narrativa fantastica, ma di cui HPL è un vero e proprio Maestro.

Nella terza e ultima parte, Houellebecq si occupa del cosiddetto periodo newyorchese della vita di HPL e del suo matrimonio con Sonia Haft Green, un vero e proprio “trauma” per un misantropo, che rifiuta di entrare in contatto con gli altri e con il mondo. Per poi passare al presunto aspetto razziale della sua narrativa e della persona, una questione che ha sollevato ampie discussioni tra critici e biografi.

Concludiamo con un’ultima considerazione di Michel Houellebecq su HPL che facciamo nostra e che di fatto certifica la nascita del mito di quest’originale scrittore e cioè che morto Lovecraft, nasce la sua opera. E in effetti è proprio allora che, secondo lo scrittore francese, lo si comincia a posizionare allo stesso livello di Edgar Allan Poe, in ogni caso a considerarlo uno scrittore unico e originale.