Questa avversione per un genere narrativo qual è la fantascienza, non era – scoprii dopo, come già accennato – solo di mio padre o del gruppetto dei coetanei. Era ed è certamente causata tuttora da una


Pochissimi sanno che negli anni Settanta, il quotidiano “Paese Sera” pubblicò una lunga intervista a Fruttero e Lucentini, che – su questo convengo – sono stati autori e co-autori di romanzi mainstream e “gialli” d’innegabile pregio e originalità. L’intervista riguardava, appunto, l’attività culturale dei due, ma nel leggerla, alla fine rimasi sbalordito nel constatare che i due non avevano fatto, tra i vari episodi del loro movimentato curriculum, il minimo riferimento alla loro attività di curatori della collana mondadoriana. La cosa mi indignò non poco, e decisi di inviare al quotidiano una lettera di protesta. La mia indignazione crebbe ulteriormente allorché mi giunse per posta una lettera in cui la Direzione di “Paese Sera” mi chiedeva di riscrivere la mia lettera eliminando alcune frasi che – sottolineo – non erano offensive, ma che chiedessero solo ai Gent.mi Sigg.ri Fruttero e Lucentini di raccontarci qualcosa anche sulla loro esperienza mondadoriana. La lettera fu pubblicata, ma ulteriormente censurata, e in pratica era uno scritto che non diceva nulla. E nulla venne dai due. Da quel giorno non lessi più “Paese Sera”. Peccato. Era una testata molto interessante, e diceva cose che altri quotidiani non riportavano. Ma evidentemente la fantascienza era (è) un qualcosa ancora più pericoloso delle bugie, o della mafia eccetera.
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