Per quanto riguarda, infine, le ragioni della presa che l’immaginario giapponese ha avuto sul pubblico italiano, occorre distinguere fra gli anime e i manga perché i motivi in comune esistono, ma ci sono differenze da tenere in considerazione.

Nel libro accenni anche alla creazione di un soft power giapponese. Ci puoi spiegare meglio?
Il concetto di soft power è stato introdotto dal politologo Joseph Nye alla fine degli anni Ottanta. Nye segnalava fra le righe, rivolgendosi al suo governo, che gli Stati Uniti, in un periodo di crisi economica negli anni Ottanta-Novanta, dopo avere usato nei decenni precedenti il suo hard power (militare) per diffondere la democrazia e il capitalismo, avrebbe dovuto usare un’altra arma potentissima, il suo soft power (culturale), per mantenere il proprio predominio economico e ideologico, visto che i soli mezzi dell’espansione industriale non erano più efficaci a tale scopo. Quindi gli obiettivi dell’hard e del soft power americani sono sempre stati chiari: diffusione di un certo tipo di organizzazione sociale e di un modello politico a salvaguardia di un determinato ordine sociale, militare, territoriale, ideologico.
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